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    #ViaggionelBio – L’evoluzione del biologico negli ultimi due anni in Italia

    Simona Riccio / gennaio 7, 2018 / Seed&Crop

     

    Siamo arrivati alle fasi finali del #ViaggionelBio del 2017. Concludiamo con questo ulteriore approfondimento il percorso di percentuali che ci hanno portato a dire e confermare che il biologico in Italia è un prodotto che, ormai, possiamo trovare sulle tavole di quasi tutta la popolazione italiana. Questo risultato ci fa pensare e soprattutto come i negozi specializzati, che fino ad ora hanno avuto un pubblico di nicchia, abbiano la possibilità di avere avere come clienti molti più target, molti più clienti di tutti i tipi e di tutte le tasche.

    I negozi specializzati, seppur sotto forma di catene o franchising, crescono del 15%. Rivedendo il format, il design ed inserendo qualche novità come un bistrot o un angolo degustazioni per attirare il cliente ci si presenterebbe al cliente sotto un nuovo aspetto. È ovvio che a questo punto nasce la necessità anche per le aziende agricole con vendita diretta di trasformarsi, attraverso l’inserimento di altri piccoli prodotti di aziende collegate alla frutta e alla verdura che vendevano in principio e facendo sì che lo spaccio si raddoppiasse e che le vendite aumentino in maniera interessante proprio grazie all’unione e trasformazioni di vendita.

    L’assortimento e lo spazio di vendita cresce e va a soddisfare ancora di più il cliente/individuo che sempre di più si fida del prodotto a km0 e del suo contadino/azienda di fiducia. Le percentuali di crescita sono contenute in quanto sono del 14%, ma ciò che ci interessa è il cambiamento. Un’altra delle location che ho adorato fin da piccola, per andare a far la spesa di frutta e verdura a e altri prodotti di nicchia, sono i mercatini. Ve le ricordate le uscite fuori porta la domenica mattina con tutta la famiglia oppure alle spese del venerdì mattina? Io si e molto volentieri. Il venerdì mattina quando si stava a casa da scuola adoravo andare al mercato con mia madre, in alternativa il sabato mattina o la domenica anche con gli amici si andava a comprare la frutta, la verdura ed i formaggi bio dal contadino. Che profumi, me li ricordo ancora. Purtroppo tanto belli da ricordare e preziosi tanto quanto le statistiche ci dicono che stanno quasi scomparendo. Un vero peccato, ma è la verità. Cresce purtroppo solo del 4%, ma sono fiduciosa.

    Non voglio dimenticare i famosi GAS Gruppo di Acquisto Solidale che sono gruppi formati da persone fisiche e famiglie che fanno la spesa insieme, in modo consapevole e con l’obiettivo di sostenere i produttori biologici facendo crescere la loro realtà consumando prodotti secondo i loro gusti ed ottenere un risparmio economico. Purtroppo però non ci sono percentuali di crescita di rilievo, anzi. Inoltre le crescite e le presenze sono sempre nelle solite regioni di crescita come la Lombardia, la Toscana, l’Emilia Romagna. Per quanto riguarda le realtà esistenti queste regioni sono in pole position. Mi preme ancora ricordare che solo il 50% di loro hanno un sito web ed è ovvio che questo va contro ogni tendenza visto che, come è giusto che sia, un 50% lo utilizza per condividere informazioni, riceverne e fare tutto ciò che si deve fare attraverso il web, l’altro 50% perde delle grosse opportunità. Crescono purtroppo solo del 2% con sole 16 unità. Un vero peccato, ma verità. Ma qui abbiamo qualcosa di nuovo, un cambiamento importante.

    Alcuni mesi fa ho caricato questo video sul mio profilo Twitter per avere un’idea più completa di quello di cui parleremo da ora in poi, in quanto stiamo assistendo ad un cambiamento importante. Ascoltate il video e lo approfondiamo insieme subito dopo.

    Proprio a fronte del fatto che il biologico non è più un prodotto di nicchia, sempre di più quotidianamente vengono richiesti prodotti biologici e, quotidianamente, queste persone vanno a fare la spesa anche e soprattutto al supermercato che, recependo immediatamente il target, inizia ad inserire a scaffale i prodotti biologici, crea isole biologiche, organizza le aree dei prodotti secchi, freschi, ortofrutta, integratori e tutto ciò che possono inserire. Il pro dei supermercati, a differenza dei negozi specializzati che sono generalmente più piccoli, è lo spazio, la potenza economica per investire non solo in acquisti, ma anche in comunicazione che non si ferma al cartaceo, ma punta al digitale. Parliamo di una GDO organizzata e propensa all’utilizzo degli strumenti tecnologici per rispondere alle nuove esigenze del cliente, che ormai, è sempre più digitale.

     

    La GDO/SUPERMERCATI puntano quindi ad organizzare le loro aree attraverso un marketing che passa da tradizionale a digitale. Non siamo solo noi a confermare questo trend. Il maggior testimonial (che conosco personalmente) di questo cambiamento è senza dubbio Giorgio Santambrogio, Amministratore Delegato del Gruppo VéGé e Presidente dell’Associazione della Distribuzione Moderna, che quotidianamente conferma sui social network le idee. Lo abbiamo accennato prima, ma approfondiremo i suoi punti di vista e commenteremo i suoi interventi che ci fanno percepire quanto ormai bisogna investire, a tutti i livelli, nel digitale. Ovviamente non solo il Gruppo VéGé ha una linea biologica, ma ormai quasi tutte le catene hanno la propria marca bio dedicata: Auchan (Auchan Bio), Carrefour (Carrefour Bio), Conad (Conad il Biologico), Coop (Vivi Verde Coop), Crai (Crai Bio), Despar (Bio,Logico), Dico (Biodì), Esselunga (Esselunga Bio), Finiper (iNaturale Bio), In’s Mercato (Bio), Pam (Bio), Selex (Bio Selex) e Sma (Bio Simply). Nell’edizione di Marca 2016 sia Sigma (Bio) che VèGè Retai hanno presentato la loro linea Bio. Questo sta a segnare un sorpasso importante delle vendite del biologico, come dicevo nel video. Si parla di sorpasso degli smartphone rispetto al tablet e di android rispetto a ios. Noi stiamo assistendo al sorpasso delle vendite bio tra supermercati e negozi specializzati: 873 milioni di euro contro gli 863, in un mercato domestico che vale complessivamente 2.317 milioni di euro nel 2915 secondo i dati di AssoBio.

    Quest’anno Biobank ha dedicato spazio anche alla Cosmesi, alle Profumerie e alla Detergenza che fino all’anno scorso non erano di grande rilievo. Come mai quest’anno sono entrati nel roseto? Semplice, perché le persone oltre a nutrirsi bene a livello di cibo da ingerire, nutrono anche bene la pelle ed il loro corpo utilizzando prodotti per la detergenza, trucchi, profumi, pulizia e molto altro sia bio che vegan. Molti altri plus li approfondiremo durante il nostro percorso e lo faremo insieme anche a Paola di Giambattista che conosce molto bene questo settore e ha lavorato anche in aziende produttrici di trucchi vegan e bio. Tra l’altro li ho provati personalmente e sono davvero buoni come prodotti. Oltre alla qualità indiscussa rispondevano molto bene al fatto che io sono una persona con l’allergia al nichel e, come dico sempre, abbiamo un esempio di prodotto che risponde all’esigenze di ogni singola persona. Anche in questo settore l’e-commerce gioca un ruolo da protagonista. Dal grafico si evincono due cose. La prima una grande crescita in percentuale, la seconda quanto margine di azione c’è ancora.

    Avete visto che numeri? Certo tutto bisogna che passi attraverso la prudenza, ma il fatto che l’e-commerce è cresciuto del 103% con soli 142 punti in più, significa che avremo un boom di siti e-commerce. Ed è in linea con ciò che sosteniamo. Le regioni sono sempre quelle che vediamo particolarmente attive in questo senso e cioè Emilia Romagna, Lombardia e Marche. Ma il resto dell’Italia dov’è?

    Ecco che a fronte di quanto sopra esposto nasce il nuovo scenario:

    – Punti vendita specializzati piccoli o medio-piccoli con la forte e potente concorrenza della GDO, ma vogliamo pensare che tutti devono temere questa situazione ed avere paura?

    – No!

    – Direi di iniziare a raccogliere qualche dato, ma soprattutto andremo a parlare di rischi, paure, opportunità da cogliere attraverso i punti di forza e di servizi da parte di tutti per poter affrontare questa nuova situazione senza dimenticare che tutti noi abbiamo un grande supporto: LA DIGITALIZZAZIONE.

    Parleremo di progetti vincenti, sensibilizzeremo sull’importanza dell’utilizzo della digitalizzazione per una migliore attività lavorativa, cercheremo di coinvolgere voi, con le vostre idee, attività, proposte, perplessità, dubbi e molto altro. Vorrei provare a creare un’arena dove tutti possiamo Raparlare e scambiarci idee per poter supportare e superare insieme questa nuova situazione.

    Rapporto biobank 2017

    Abbiamo incominciato ad esplorare il mondo del biologico sul sito della Kaos dall’edizione del 2016 di Biobank e, avendo già approfondito molte tematiche, i dati del 2017 ve li presentiamo in modo diverso. Resta la tendenza di consumo di alimenti biologici sale non solo per puro desiderio di consumare, ma proprio perché sta avvenendo un cambio di cultura. Si sta sempre più facendo spazio il desiderio di voler mangiare più sano.

    Oltre a riportare i dati di Biobank, commenterò secondo la mia esperienza e secondo quanto ho appreso durante l’anno appena terminato.

    La prima cosa che desidero fare è proprio un’infografica che rapporta il numero delle attività dell’anno 2016 rispetto al 2015 e, solo su alcune attività, farò il mio personale focus e le mie riflessioni.

    Da come potete constatare, tutte le attività sono in crescita se non quelle evidenziate in rosso. Sicuramente per quanto riguarda gli agriturismi, nel giro di breve, li vedremo crescere, a mio avviso, proprio perché la tendenza delle nuove generazioni e non solo è quella di fare le vacanze, ma di farle sempre più green e gli agriturismi, come avevo già scritto negli articoli precedenti, sono quelli che più si stanno adattando alle esigenze dei nuovi clienti. Resta che il bio si conferma in crescita.

    Mi piace anche farvi vedere quali sono le città leader nell’anno 2016, che come si legge anche dal compendio statistico di Biobank, non solo nelle grandi metropoli crescono, ma anche in quei territori legati al bio, come per esempio San Giminiano.

    Non entrerò nel merito di chi è leader nelle singole tipologie, ma, come ho detto prima, vorrei soffermarmi su 5 tipologie di attività:

    1) I negozi
    2) E-commerce alimenti
    3) Ristoranti & Co
    4) Mense scolastiche
    5) Le aziende cosmesi & Co e le Profumerie

    Come giustamente si evince dalle statistiche, i negozi specializzati sono sempre cresciuti con una percentuale a due cifre, ma da qualche tempo qualcosa sta cambiando. Da due anni io ed il mio collaboratore Simone ci diciamo che se le aziende non cambiano il modo di vendere e non decidono di farlo in maniera innovativa, sarà la selezione commerciale a spostare gli equilibri. Adesso leggiamo le stesse identiche parole nel Rapporto Bio Bank 2017. Sarà che ci avevamo visto giusto già due anni fa? Può essere, ma vediamo come mai secondo il mio modico punto di vista. Che la GDO Grande Distribuzione Organizzata, sia entrata a gamba tesa con l’inserimento dei prodotti biologici è risaputo da tempo. Che la GDO abbia capito che non è solo una questione di business lo hanno capito e che i consumatori hanno capito che i prodotti biologici li possono trovare anche nella GDO. Alcuni negozi specializzati iniziano a patire, alcuni a chiudere, ma chi ha capito che ormai il bio lo si trova ovunque, può solo cambiare e non essere più lo stesso esattamente, come ha fatto la GDO. Non pensiate che anche per loro sia facile. Per loro è un cambiamento al quale si devono adeguare. Siamo in un momento di cambiamento obbligatorio per tutti, come fare ad andare avanti? Utilizzando ognuno di essi i loro strumenti, attraverso la formazione, informazione, innovazione dei punti vendita, creando punti di ristoro dove poter consumare i prodotti che si vendono, attraverso show-cooking, attraverso un nuovo modo di comunicare ed attraverso i nuovi strumenti di comunicazione quindi andando ad utilizzare in maniera corretta il web ed i social network e molto altro ancora. Siamo in piena digital transformation dove le nuove generazioni e non solo, fanno ricerca online, quando sono all’interno del punto vendita sentono la necessità di ricevere info, sconti, promo e molto altro. Probabilmente la GDO ha più denaro da investire in quello che ancora in molti credono non sia fondamentale, ma non pensate che un sito web e delle pagina di social network mandino alla deriva un pdv per il costo da sostenere, anzi, il problema è che in molti ancora escludono il marketing digitale dal budget aziendale del 2018 ed è come decidere volontariamente di andare alla deriva. Il pdv è fatto di persone che di bio se ne intendono molto più delle risorse della GDO attualmente, quindi ognuno si giochi le sue carte. Certo è che prima o poi ci arriveranno anche loro e ne parlavo proprio con l’Amministratore Delegato del Gruppo VèGè di quanto sia importante formare i dipendenti. Non che abbia ascoltato me, ci mancherebbe, ma guardate qua

    Inizia l’Accademia VèGè con la formazione dei dipendenti. Certo Giorgio Santambrogio è di suo un innovativo, ma quanto ci metteranno gli altri ad arrivarci? Poco. Quindi? La parola d’ordine è, a mio avviso, #cambiamento per non cadere nella #selezionecommerciale..che è peggio!

    E-commerce argomento particolare da affrontare. E’ chiaro che non posso dire che l’e-commerce avanzi a doppie cifre e che cifre, direi una bugia, ma vorrei fare una piccola differenziazione tra cosa le persone comprano maggiormente on-line, nel bio ovviamente. Le maggiori categorie che vengono acquistate online sono prodotti secchi e non freschi, infatti vediamo in pole-position l’olio, succhi e conserve, condimenti, cereali, pasta, integratori, bevande e vino; di fresco non è che non se ne vende, ci mancherebbe, ma se ne vende molto meno, per ovvi motivi, non per ultima la data di scadenza. Lo scenario, di fronte a questo, cambia anche per i pdv e per la gdo che vede sempre di più un comportamento omnichannel dove il fisico è di supporto all’online e viceversa. Ricordiamoci ben una cosa, che le nuove generazioni (e non solo), sono quelle che dei prodotti vogliono sapere tutto e l’informazione passa attraverso il web, ma poi lo vogliono vedere, controllare la scadenza e quindi vanno ad acquistare nel fisico. Ecco perché è fondamentale curare tutte e due le location, sia fisiche che virtuali ed ecco perché è fondamentale lavorare con una comunicazione innovativa e completa su due fronti senza trascurare nessuna delle due e soprattutto andando a creare l’opportunità di vendita e cogliere la potenzialità del web. Questa è un’opportunità che tutti hanno, non solo la GDO, ma tutti. #insiemesipuò

    Questo è un argomento che mi piace moltissimo proprio per le opportunità di business che dà, ma soprattutto perché finalmente va a soddisfare le esigenze ed i palati di noi italiani che amiamo la buona cucina, ma per buona cucina qui intendiamo la sana cucina. Abbiamo detto che la cultura delle persone va sempre più verso il mangiare sano per tutta la famiglia, sia in casa che fuori casa. Ecco che dopo le gelaterie che sono aumentate drasticamente, in questo momento vediamo crescere i locali vegani, biologici e stagionali ed ovviamente di alta qualità. Proprio Bio Bank ci segnala che tra le 8 tipologie alimentari monitorate nel rapporto 2017, i ristoranti guidano il trend 2012-2016 con un incremento del 71,4%. Sono tanti! Solo in questo caso vi indico la grafica perché è molto interessante ed andiamo a vedere le province leader, le regioni e le caratteristiche. Poniamo particolare attenzione alle caratteristiche, e sono riferite al 2016, ciò significa che la percentuale è decisamente più alta nel nuovo anno visto che nel 2017 il trend è confermato. Cucina Vegana, Cucina Vegetariana e Cucina Tradizionale…leggete un po’ la cucina tradizionale che percentuale ha!!!

    Apro e chiudo una piccola parentesi perché ne parleremo con i diretti interessati. La ditta Pedon è un’azienda nata nel 1984 che lavora, confeziona e distribuisce cereali, legumi e semi, in Italia e in tutto il mondo attraverso tutti i canali distributivi. A maggio 2017 ha inaugurato un ristorante a Milano, Green Station, un nuovo concept di ristorazione sana e gustosa, creativa e genuina, che propone piatti a base di cereali, legumi e semi. Come mai? Avrà ben capito la tendenza? Credo proprio di sì, ma ne parleremo al più presto proprio con il presidente Remo Pedon e con l’Export Manager Paolo Pedon, ma non vi dico di più se non che lasciarvi con questo link di riferimento che mi piace molto.

    http://www.pedon.it/it/CHI-SIAMO/Da-dove-veniamo-151143864398583

     

     

    Finalmente anche le mense biologiche crescono, l’attenzione all’alimentazione biologica somministrate nelle scuole al fine di garantire un’alimentazione più sana agli studenti è sempre più al centro. Avevo scritto a tal proposito un articolo che vi
    consiglio di leggere se vi fa piacere. Vi anticipo solo che a tal proposito quarantaquattro milioni di euro è quanto mette a disposizione un emendamento del Governo alla manovra economica che istituisce per la prima volta mense scolastiche biologiche certificate. Ovviamente le strutture scolastiche per attivare il servizio di mensa biologica dovranno avere requisiti e specifiche tecniche fissate dal Ministero delle Politiche agricole (Mipaaf) insieme al Ministero dell’Istruzione (Miur). Per quanto riguarda la certificazione delle mense biologiche desidero segnalare anche questo articolo di Bioqualità
    https://www.bioqualita.eu/2017/12/29/biologico-mense- scolastiche-nel- 2018/ dove potete trovare anche il link di riferimento per l’affiancamento che Bioqualità dà alle strutture per l’ottenimento della certificazione di mensa bio, per la formazione del personale per la corretta gestione dei prodotti alimentari e i nei rapporti con i fornitori. Ecco che anche con questo punto spero di aver dato qualche spunto di riflessione e di opportunità.

    La cosmetica italiana guarda al futuro e a quelle che saranno le evoluzioni del settore nei prossimi anni. Consumatori e aziende guardano ad un prodotto che dovrà essere sempre più biologico, naturale, legato all’innovazione, alle tecnologie e personalizzato. A tal proposito farei un riferimento ad un articolo letto su Mark-Up di Novembre 2017 dove si parla dell’esperienza tecnologica di L’Oréal nel make-up dove grazie alla tecnologia, sottolinea Guive Balooch, global vice president of L’Oréal’s Technology Incubator, si può rispondere alla domanda di bellezza con soluzioni sempre più personalizzate. Tra le varie applicazioni ci sono Makeup Genius e Nail Genius, simulatori di make-up e nail art, virtuali e a realtà aumentata, che ricreano un trucco che simuli perfettamente quello reale, su di un’immagine del viso non più statica, ma che si può muovere fino a 60°. Lo smartphone diventa una sorta di specchio che grazie alla tecnologia permette il monitoraggio delle espressioni del viso e un riconoscimento facciale di estrema precisione. Il make-up in realtà aumentata si muove con la persona, come se si fosse realmente truccati. Ecco questo è un esempio di innovazione attraverso l’investimento nella tecnologia e nel digitale per andare a rispondere alle nuove esigenze delle nuove generazioni XYZ Millennials, Nativi digitali e Centennials…

    “I consumatori si aspettano prodotti sempre più bio, economici ed ecologici – ha spiegato Giacomo Fusina fondatore di Human Highway – mentre le aziende guardano con maggior interesse ai temi della sicurezza e della lunga durata. Entrambi puntano a prodotti che siano efficaci”. Il mercato dei cosmetici naturali green nel 2017, secondo dati di Cosmetica Italia, ha un valore di 950 milioni di euro, che copre circa il 9% del fatturato totale del settore cosmetico.
    L’altra tendenza osservata nella ricerca è relativa al packaging che dovrà essere personalizzato intelligente e dialogare con le app e il mondo del digitale per esempio per leggere le etichette e non solo come abbiamo detto.

    Anche con questo ultima attività spero di avere dato un contributo per comprendere quanto sia importante innovarsi, cosa significa innovarsi e soprattutto perché è fondamentale farlo. Sono dati che conferma anche Bio Bank, come potete vedere, quindi mi auguro che quanto detto possa dare un’ulteriore spinta per non spaventarsi davanti al cambiamento, ma di tirarsi su le maniche e fare!

     

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