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    Oltre l’ortofrutta: frutta e verdura verso il lusso accessibile

    Simona Riccio / dicembre 1, 2017 / Seed&Crop

    E’ sempre un vero piacere per me partecipare agli eventi organizzati da Roberto Della Casa. Ieri, insieme al direttore creativo della Kaos Communication Simone Stricelli, abbiamo partecipato all’evento Oltre l’Ortofrutta. L’evento è stato organizzato da Agroter e Mark up e, per me, è stato un vero piacere conoscere dal vivo Cristina Lazzati con la quale interagiamo spesso sui social.

    Mi piace pensare di aver partecipato ad un evento di nicchia, ma ancora di più mi piace pensare che i contenuti che sono stati raccontati possano essere divulgati il più possibile. È necessario dare valore all’ortofrutta attraverso la divulgazione e la giusta comunicazione. La comunicazione del valore da dare al prodotto è fondamentale perché possa differenziarsi dagli altri e quindi invitare a scegliere il pubblico in base a ciò che compri e non a quanto costa. Quindi l’individuo non sarà più portato a cercare la miglior qualità al miglior prezzo, ma farà una scelta di un buon prodotto anche ad un costo più elevato.

    Gli ospiti che sono intervenuti al Teatro Manzoni di Milano sono stati molti e alcuni, raccontando le loro scelte di marketing, hanno raccontato come lavorano le aziende, come valorizzano il prodotto attraverso un’adeguata strategia di comunicazione e quali sono gli scenari per far sì che le persone acquistino un prodotto di valore. La provocazione lanciata da Roberto della Casa è stata proprio quella di elevare l’ortofrutta da dovere a piacere, definendo l’ortofrutta un lusso accessibile. Mangiare, ad esempio, una buona mela vuol dire prima di tutto sentirsi gratificato, con un palato raffinato e soprattutto con la voglia di farlo sapere agli amici. L’ortofrutta in questo modo si trasforma in un oggetto glamour da “possedere” e di cui parlare agli amici. Per arrivare a questo livello è importante costruire una narrazione che valorizzi i prodotti.

    Dello stesso avviso è Oscar Farinetti, patron di Eataly, che con Fico ha cambiato radicalmente il modo di narrare il cibo. Invece di partire dalla fine (dal prodotto già pronto all’uso), ha preferito partire dall’inizio. Dalla terra. Secondo Farinetti in Italia ci saranno sempre più prodotti biologici e verdi. L’Italia è il paese più affidabile e controllato al mondo. Per questo motivo ha deciso di omaggiare il mondo dell’ortofrutta all’entrata di Fico con l’esposizione delle mele Melinda. Per Farinetti mangiare bene è fico e deve essere una cosa da raccontare.

    Subito dopo di lui è intervenuto Mattia Vezzola, enologo delle cantine Bellavista – Franciacorta, che nel suo intervento ha raccontato come nasce un vigneto che può produrre uve di qualità. Bisogna seguire un’idea, avere le idee chiare e una grande lungimiranza. L’uva che si pianta in un nuovo appezzamento oggi produrrà buoni prodotti tra 20 anni. Un altro degli aspetti interessanti emersi dal suo discorso è che in Franciacorta si è arrivati ad un’altissima qualità proprio perché la concorrenza impone di fare un prodotto sempre più di qualità. L’intervento si è anche sugli aspetti di narrazione delle cantine Bellavista – Franciacorta di saper valorizzare la comunicazione, dando all’individuo un marketing di conoscenza e di coscienza. Le cantine Bellavista – Franciacorta vendono l’85% delle loro bottiglie in Italia.

    È arrivato anche il momento di Mario Gasbarrino, amministratore delegato di Unes – U2, che con Il Viaggiotore Goloso rende accessibili i desideri delle persone che decidono di sentirsi gratificate e appagate dai prodotti che hanno deciso di acquistare. Il Viaggiatore Goloso ha anche lanciato per primo un prodotto ortofrutticolo marchiato, l’arancia tarocco ippolito. La filosofia di Mario Gasbarrino è semplice e diretta: nessuna aziendasi deve avvicinare al marchio se il prodotto non corrisponde a determinate caratteristiche. La prima su tutte è l’autenticità. Se il rapporto comincia – ha incalzato – a meno che uno dei due non impazzisca non è destinato a concludersi. In questo modo si alzerebbe la qualità ed il valore del prodotto.

    Uscire da questo ennesimo evento mi ha ulteriormente confermato quanto ho sempre pensato e cioè che ci sono ancora molte cose da fare sui prodotti Made in Italy c’è da raccontare per fare emozionare, ma spesso manca la giusta comunicazione fatta in maniera corretta e da professionisti che sappiano usare nella maniera corretta i nuovi mezzi di comunicazione.

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