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    Kaos Communication – La Storia in un Manifesto Creativo

    Simone Stricelli / giugno 23, 2017 / Team Kaos

    Dopo quattro anni è arrivato il tempo della maturità.

    È arrivato il momento di dire al mondo che cos’è la Kaos Communication, quali sono le cose che vogliamo fare e farvi vivere. In questi ultimi mesi molte persone mi hanno avvicinato e chiesto di definire la Kaos. Ma io non avevo mai pensato a darle una definizione se non dare riferimenti esterni al mio mondo.

    Maturità vuol dire saper rispondere a questa domanda senza far passare troppo tempo e troppi intercalare inutili. La Kaos Communication è un’agenzia di comunicazione [novità, eh!] che aiuta le aziende a costruire la propria strategia, a realizzarla, a produrre i contenuti e a pubblicizzarli, individuando nuove nicchie di mercato nel quale è meglio inserirsi.

    Questa, per me, è la definizione professionale. La mia definizione di Kaos è differente e si collega [chi l’ha detto] con quella meno professionale e più irrazionale dell’imprenditore. Per me la Kaos è un laboratorio di esperimenti di innovazione, di un nuovo modo di pensare, un incubatore e accelleratore per chi vuole lanciare il proprio progetto di business, uno stile di vita e una storia da raccontare, che io vi racconterò insieme a chi ha deciso di collaborare con me.

    Questo progetto e questa storia sono incominciati esattamente quattro anni e un mese fa. Stanco degli orari di ufficio e di un lavoro che occupava troppo spazio e non mi permetteva di vivere come mi sarebbe piaciuto, ho deciso di lasciare tutto e propormi sul mercato come freelance, creare un marchio mio ed essere riconoscibile. Sono dovuto ripartire da zero. Non avevo niente da mostrare se non continuare a dire ho lavorato per questo e quello, perché la proprietà della mia creatività e dei miei lavori era in mano ad altre agenzie. Non avevo un pacchetto clienti. Non avevo contenuti da inserire. Non avevo un mood grafico. Non avevo incontrato ancora nessuno che mi avrebbe potuto aiutare a costruire la mia realtà.

    Come uno chef che si doveva affermare stavo passando da una cucina di un ristorante stellato ad un’altra cucina. Avevo però qualcosa nello zaino delle esperienze. In 4 anni avevo acquisito molte nozioni, avevo avuto le esperienze più disparate, avevo lavorato al fianco di alcuni dei art director più affermati, ma la cosa più importante che avevo stampata addosso era la mia idea di comunicazione, la mia visione del futuro e dell’innovazione. Avevo una strategia, avevo un mezzo e nonostante fossi in una situazione complicata, avevo tanto da raccontare. Così ho incominciato a cercare i primi clienti.

    Ho incominciato a parlare della Kaos Communication a tutte le persone che avevo di fronte. In pochissimo tempo mi sono trovato a collaborare e costruire “da solo” la comunicazione di molte realtà importanti. Pensare a tutto senza un team non era facile, ma è servito a imparare che cosa vuol dire gestire il tempo e gestire i propri stati d’animo. Così ho spaziato dallo sport, alla televisione, al sociale e a tutto quello che c’era da fare. Parlavo della Kaos Communication a tutti, proprio a tutti. Fino a quel momento Kaos ero solo io. Allorché ho incominciato a parlare della Kaos anche ad altri professionisti, perché volevo a tutti i costi che quel nome e quel progetto divenissero la mia vita. Così ho messo insieme i pezzi come in un puzzle. Ho incontrato persone, ho incontrato professionisti e siamo arrivati insieme a quello che vedete oggi.

    In quattro anni ho seguito circa 40 progetti tra quelli della mia vita precedente alla creazione del team. Da solo però non ce la facevo e non volevo che la Kaos rimanesse un sogno di un bambino chiuso in un cassetto di una scrivania. Così da circa un anno e qualche mese, il tempo di fare brainstorming, vedersi quelle centosei volte e passare del tempo a cazzeggiare [si l’ho detto!], la Kaos ha un team di professionisti favolosi a cui potete rivolgersi per la progettazione, costruzione e gestione dei vostri progetti. Voglio presentarverli perché io senza di loro non ce l’avrei mai fatta.

    Alessio Frugoni – È un amico prima di tutto. È il mio socio in quest’avventura, un valido professionista, un programmatore che ricerca all’interno della stringhe di codice la particella di Dio ed è la persona che mi sorregge quando mi prendono i momenti di solitudine.

    Ronny Conti – È un amico ed è la prima persona a cui ho detto che cosa volevo fare con la Kaos. In un fine settimana passato insieme l’ho riempito di parole chiave, di font e di idee dicendogli che dovevamo tirare fuori una brand identity che potesse adattarsi a tutto e fosse facilmente memorizzabile. Ricordo ancora le paranoie che mi fece: “Simone potrebbe assomigliare ad altri loghi, non so. Aspettiamo e vediamo se mi vengono altre idee in testa.” La mia risposta è stata lapidaria come al solito: “non me ne frega niente, mi piace”. Credo che fino ad adesso siamo riusciti nell’intento di rimanere memorabili nella teste delle persone.

    Debora Cinti – È la mia vita, è la parte più profonda del mio cuore e condivide con me la passione per la comunicazione. È la nostra filmmaker e fotografa. Quando l’ho conosciuta sono rimasto affascinato da quello che diceva e faceva inerente i suoi progetti personali. Avevo sempre una sensazione che non mi raccontasse tutto sul potenziale. Così, insieme ad Alessio, abbiamo cercato sempre più di coinvolgerla e di farle capire che professionalmente non ha niente da invidiare a nessuno.

    Jean Paul Marin – Paul è un amico e compagno di ciurma ne ipirati.net, grafico esperto nella user experience e appassionato di 3d. Se vogliamo dirla tutta è il saggio [non per l’età, eh!] del gruppo ed è la persona con cui quando parlo di comunicazione trovo molti punti di connessione. La prima volta che, a livello professionale abbiamo collaborato, è stata per la creazione di un articolo sugli spot storici del marchio Barilla. Lì ho capito che è come me. Ricerca le associazioni più inaspettate per creare e trasmettere la propria idea di comunicazione.

    Simona Riccio – All’interno della Kaos è arrivata da poco, ma la sintonia si è trovata subito. Appassionata di digital marketing e di social network, mette al centro l’individuo. Nel nostro team ricopre il ruolo di project manager per quanto riguarda il settore dell’ortofrutta e dei prodotti biologici, del settore farmacia e del progetto di digitalizzazione per gli avvocati. Prossimamente non perdetevi il nostro blog perché scriverà parecchie cose interessanti.

    Non tutti però sono stati inseriti all’interno dell’about, ma presto ci saranno anche loro [spero] con cui abbiamo collaborato insieme a qualche progetto.

    Alessio Filippino – Insieme abbiamo condiviso gioie e dolori. Capo redattore de ipirati.net, comunicatore eclettico si occupa di sviluppare un progetto in tutte le sue parti e forme. È una delle persone più buone e disponibili che io abbia incontrato durante tutti questi anni. A volte oserei dire anche troppo disponibile. Insieme a lui abbiamo sviluppato il visual della cartellonistica e dei materiali informativi di una campagna elettorale che non ci ha fatto sconti su nulla. Abbiamo provato a proporre insieme un’idea pop della politica. Nel nostro piccolo pensiamo di esserci riusciti. Se siete interessati a capire come abbiamo lavorato non vi resta che seguire la nostra area work.

    Patrizia Anna Coccia – È una persona con la quale mi ci sono sempre trovato a parlare. È la fondatrice de ipirati.net, grafica con il pallino per l’advertising. Insieme ad Alessio, oltre che a condividere la passione per la comunicazione e per i pirati, abbiamo realizzato il concept del sito dedicato agli eventi. Sempre per gli eventi abbiamo creato tutto il materiale fotografico e video. Adesso siamo in fase di restyling, ma molto presto anche questo progetto sarà raccontato nella nostra area work.

    Damiano Moscatelli – È un amico e un grande professionista. Assieme a lui abbiamo costruito l’intero progetto dedicato il mondo dell’ortofrutta bio e ci siamo trovati veramente bene. Grande preparazione e soprattutto ci mette davvero tanta passione in quello che fa. Il progetto è quello di Kigroup già presente nell’area work.

    Massimo Nava – È la persona a cui devo dire il grazie più importante. In questi 5 anni è stato il mio mentore, colui che mi ha sorretto e si è letto tutti i miei sfoghi. La pazienza dimostrata con me è stata infinita. Non smetterò mai di ringranziarlo visto che in alcune cose mi ha permesso di fare il salto di qualità. Senza i suoi webinar, senza i suoi consigli [e cazziate!], senza la sua passione per la comunicazione, senza il suo virus, la Kaos Communication non sarebbe ciò che vedete oggi.

    Tutti però abbiamo uno o più “special guest” da ringranziare. Anche la Kaos ce l’ha ed è Fabio Liuzzi con il quale mi confronto spesso e mi dà molti suggerimenti su possibili cose da fare.

    Il grazie più grande va a chi in tutti questi anni ci ha sorretto, ci ha sostenuto, ci ha permesso di crescere, ci ha seguito anche solo mettendo un like o condividendo uno dei nostri aggiornamenti.

    Dal vostro vicino di Kaos

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