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    Introduzione al Biologico

    Simona Riccio / ottobre 6, 2017 / Seed&Crop

    Mi chiamo Simona e dal mese di gennaio del 1999 lavoro in KI GROUP S.p.A. che, grazie al suo fondatore all’inizio degli anni 70′, è stato il pioniere del biologico in Italia.

    Insieme all’azienda, che ora è distributrice di prodotti biologici, biodinamici e naturali nei canali del retail specializzato, sono cresciuta ed ho avuto modo di innamorarmi sia di lei che dell’alimentazione ed agricoltura biologica a tutto tondo. Ho visto crescere e cambiare l’azienda e soprattutto ho visto i cambiamenti della cultura dei consumatori del bio. Da un listino con seppur molti prodotti, siamo passati ad un listino decisamente corposo, quasi un’enciclopedia del bio. I prodotti a disposizione dei clienti sono veramente molti ma questo perché le esigenze degli individui sono cambiate, sono sempre più esigenti e variegati. Si sono poi aggiunte le intolleranze alimentari e la celiachia quindi i nostri clienti sono diventati veramente tanti e sempre più di riferimento al cliente che diventa sempre più esigente.

    Tutti sentiamo parlare di alimentazione biologica e di agricoltura biologica. Ma che cosa sono esattamente? Cosa significa esattamente la parola BIOLOGICA?

    Fino a pochi anni fa, l’alimentazione biologica faceva parte di una cultura di nicchia, una cultura che apparteneva a persone con una cultura più elevata rispetto alla media e a persone con un potere d’acquisto superiore rispetto alla norma. Questo perché l’alimentazione biologica era conosciuta solo da una parte della popolazione, non se ne parlava in maniera così costante come ora ed anche perché il costo del prodotto biologico è tendenzialmente superiore al prodotto che troviamo nella grande distribuzione. Ecco il motivo per il quale il prodotto biologico, fino a poco tempo fa, lo si trovava solo ed esclusivamente nei negozi alimentari specializzati.

    Da qualche anno, non solo la tv, i giornali e la radio hanno iniziato a parlare del beneficio che si ha mangiando in maniera più sana ed in maniera più corretta, ma anche le istituzioni, il ministero della salute, le aziende produttrici e tutte le aziende che ruotano intorno al prodotto più sano e quindi con le caratteristiche del biologico. Questo ha fatto sì che il biologico non fosse più un prodotto di nicchia o una moda dedicata a pochi, ma bensì un prodotto che entra a far parte della vita quotidiana ormai di tutti noi o quasi e che quindi si ha la possibilità di trovarlo, non solo più nel negozio specializzato, ma anche nel supermercato, che avendo recepito il cambiamento ed il trend assolutamente positivo di questo nuovo canale (per lo), lo cavalco entrando a gamba tesa attraverso investimenti di denaro e tecnologie per andare incontro a tutti i clienti, ed individui, ed ha creato lo spazio a scaffale e creando enormi isole bio. Avremo modo di approfondire questa parte con alcune persone di rilievo nel settore della gdo e soprattutto attori principali del cambiamento.

    Questo ha portato e porterà ad un cambiamento enorme nel commercio dell’alimentazione biologica.
    Da una parte avremo una crescita enorme di consumatori di biologico che potranno andare ad acquistare il prodotto sia nel negozio specializzato che nel supermercato GDO, con uno scenario tutto nuovo per tutti, dove ci saranno delle difficoltà, dei timori, delle paure da parte di alcuni ma anche delle opportunità da cogliere per cercare di affrontare questo momento.

    Ma attenzione, il consumatore che ha la cultura del biologico o si vuole avvicinare a questa cultura, non pensa solo a consumare alimenti di natura biologica, ma anche tutto il resto. Pensa alle sue vacanze presso una struttura che tratta il bio, frequenta ristoranti o gelaterie bio, pensa alle mense dei propri figli, pensa alla cosmetica, alla profumeria a molto altro. Alla cultura bio si è avvicinata da qualche tempo anche il vegetariano e vegano che oltre ad avere un mondo bio, ha anche un mondo veg.

    Del mondo del Veg sia a livello culinario che a livello di cosmetica ed altro, avremo il modo di parlarne con la dottoressa Paola di Giambattista, mia carissima amica e Nutritional Coooking Consultant.

    Ecco che quindi nasce una nuova era (lasciatemi passare il termine) con esigenze diverse che in realtà stanno coinvolgendo milioni di persone e di riflesso anche tutta la parte commerciale di aziende, distributori, negozi, supermercati ed ipermercati che devono cambiare e devono adattarsi ad una nuova esigenza di un nuovo individuo.

    Molto ancora cambierà e molte attività cambieranno forzatamente il metodo di lavoro che hanno avuto fin d’ora, ma è l’unico modo per rimanere attuali ed essere real time. Bisognerà differenziarsi facendo emergere i valori, i servizi, la professionalità, la formazione, la conoscenza dei prodotti che si vendono e tutto questo e molto altro attraverso non solo i titolari di attività, ma anche e soprattutto le risorse all’interno del punto vendita, di qualunque metratura parliamo. Non si potrà più dire: abbiamo sempre fatto così, bisogna cambiare dando importanza alle nuove esigenze emergenti.

    Si parla tanto di digital transformation, qui parleremo obbligatoriamente di un marketing che deve in qualche modo trasformarsi da analogico a digitale, altrimenti saremo obbligati a parlare di selezione commerciale come dice sempre il creative director della Kaos, Simone Stricelli. Parleremo di strumenti digitali che possono aiutare una qualsiasi attività a farsi conoscere nel mondo e di altre figure emergenti all’interno di una strategia di marketing e comunicazione che possono aiutare ad andare a rispondere alle nuove esigenze andando a parlare in un nuovo modo ad un nuovo individuo, un individuo che è sempre più digitale.

    Vorrei affrontare questo interessante nuovo scenario e questo momento di grande trasformazione e mutamento attraverso le analisi e i dati del Rapporto Bio Bank 2017 (che approfondiremo in un prossimo articolo), edito da Bio Bank, la banca dati del bio. Un ringraziamento particolare va alla carissima Rosa Maria Bertino, una delle autrici del rapporto, che ogni anno mi fa recapitare sulla mia scrivania una copia dell’Annuario del Biologico Tutto Bio, dove si possono trovare oltre 11.000 attività bio in Italia.

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