Il miele biologico visto dagli esperti di Bioqualità
Valerio Steccanella

Intervista ad Anna Cavazzoni, Presidente Conapi
Simona Riccio

Torta crumble ai mirtilli con miele biologico
La Cuoca Galante

 

Illustrazione realizzata da Simone Stricelli, Paolo Iammarino
leggi l’approfondimento sulla realizzazione creativa

Il consulente di Bioqualità, Valerio Steccanella, ha descritto alcuni aspetti fondamentali che deve possedere il miele biologico

Miele Biologico vs Miele Convenzionale

Spesso il consumatore non percepisce una differenza sostanziale tra il miele biologico certificato ed il miele convenzionale, che viene comunque ritenuto un prodotto naturale. Occorre invece rivolgere l’attenzione ad alcune sostanziali differenze tra le due modalità produttive, chiedendosi cosa significhi allevare le api, e quindi produrre miele, con metodo biologico. Elenchiamo quindi le principali peculiarità dell’allevamento apistico biologico.

Aree di Bottinatura

Per ottenere miele o altri prodotti apistici come pappa reale, polline, propoli certificabili come biologici, le api devono raccogliere la materia prima (per il miele il nettare dei fiori) su coltivazioni biologiche, flora spontanea non trattata con fitofarmaci come i boschi, o colture comunque gestite con metodi a basso impatto ambientale, come i prati stabili o i pascoli di montagna.

Cure Veterinarie

Pochi sanno che le api sono soggette ad alcuni problemi sanitari, quali la peste europea, la peste americana (batteriosi), e la varroa (acaro parassita), che in caso di infestazione possono causare in breve tempo l’estinzione di una colonia. Per contrastare queste patologie possono essere utilizzati dagli apicoltori convenzionali antibiotici e acaricidi di sintesi chimica, distribuiti all’interno delle arnie. Tali sostanze evidentemente hanno un impatto ambientale notevole e possono residuare nel miele. Gli apicoltori biologici invece devono utilizzare principalmente sostanze di origine naturale come ad esempio acido ossalico, timolo ed eucaliptolo. Devono quindi rivolgere la massima cura e attenzione alle pratiche di allevamento che possono favorire il ciclo vitale delle api e svantaggiare i parassiti. In caso di pericolo per la sopravvivenza della colonia, anche gli apicoltori biologici possono ricorrere a principi attivi di sintesi, ma l’arnia trattata deve essere identificata e segregata, e non potrà produrre miele biologico per almeno un anno.

Cera d’Api

All’interno dell’arnia, le api costruiscono l’alveare appoggiandosi a una base di fogli di cera inseriti nei cosiddetti telaini, elementi modulari estraibili in legno e metallo. La cera ha la peculiarità di assorbire molte sostanze chimiche, per cui la cera presente nei fogli cerei dei telaini, in apicoltura convenzionale, può contenere residui di contaminanti ambientali come fitofarmaci utilizzati in agricoltura e altri inquinanti. La cera dei telaini durante i cicli di allevamento viene periodicamente prelevata dagli apicoltori, fusa presso laboratori specializzati (cererie), e nuovamente stampata in fogli puliti da inserire nelle arnie. Per questo, quando si passa dall’apicoltura convenzionale a quella biologica, è previsto un periodo di conversione di almeno un annonel corso del quale la cera viene interamente sostituita con cera prodotta dallo stesso apiario ma in regime biologico o proveniente da altri allevamenti apistici biologici.

Oltre alle specificità evidenziate per la fase di allevamento apistico, il miele biologico è soggetto in ogni fase del processo produttivo (produzione apistica, lavorazione, confezionamento, etichettatura e distribuzione), oltre che ai controlli previsti per tutti gli alimenti, ai controlli aggiuntivi disposti dalla normativa europea e nazionale sulle produzioni biologiche.

StorieBio: intervista ad Anna Cavazzoni, Direttore Generale Conapi

La project manager food di Kaos Communication, Simona Riccio, ha intervistato il direttore generale del Consorzio Conapi Anna Cavazzoni

Conapi è una Cooperativa che, per la passione dei primi nove apicoltori, nasce nel 1979.
Una realtà affascinante, particolare, che non può essere svolta come un normale lavoro.
Ci può raccontare questa storia dalle origini, di come è cresciuta e come si è trasformata fino ad oggi? Spesso è un lavoro che si tramanda di generazione in generazione; non può che esserci amore e passione.

Conapi nasce appunto nel 1979 da un gruppo di ragazzi che, spinti dalla passione per la natura, pur senza avere una tradizione famigliare in agricoltura e con esperienze di studi molto diversi, decide di investire il proprio futuro in una impresa che fosse strettamente legata alla terra. L’apicoltura, ispirata da un Maestro che ci trasmise la passione per questa pratica, apparve come la strada migliore per realizzare il nostro progetto, anche perché è una forma di allevamento che non impone il possesso di terra né lo sfruttamento di un animale. Le api sono ospitate volentieri dagli agricoltori e possono stare in aree incolte.
Erano gli anni settanta e iniziava anche in Italia il cammino orientato ad una agricoltura pulita: gli albori del biologico, estremamente coerente con le api, che sono cartina di tornasole dell’ambiente e l’emblema stesso della biodiversità. Cooperativa Apistica valle dell’Idice è il nome della prima formazione ufficiale del gruppo. Il passaggio successivo fu confezionare il miele, poi velocemente si procedette dalla vendita nei mercatini a produzioni sempre più importanti, fino all’ingresso nella Grande Distribuzione con il nostro marchio Mielizia. Intanto cresceva il numero di apicoltori che condivideva con noi i saperi dell’apicoltura e che affidava alla cooperativa la valorizzazione e la vendita delle proprie produzioni. Insieme, come le api insegnano, si è più forti e si ottengono risultati migliori. L’apicoltura è un mestiere che non s’impara sui banchi, ma solo attraverso l’esperienza diretta, giorno dopo giorno, seguendo maestri esperti e imparando dagli errori.
Nel 1985 la cooperativa si unisce ad altre 6 cooperative apistiche e si forma Conapi, Consorzio Nazionale Apicoltori a cui aderiscono sempre più apicoltori, da tante regioni. Oggi siamo la più grande cooperativa in Europa, con 255 soci nominali, oltre 600 apicoltori e oltre 90.000 alveari dal Piemonte alla Sicilia e una produzione di circa 3.000 tonnellate di miele, di cui quasi la metà biologico.

In Conapi ci sono molti soci che vengono selezionati ed accolti solo se rispondono a determinate caratteristiche. Quindi la selezione del prodotto avviene già alla base. Provengono da tutte le regioni Italiane o c’è prevalenza di conferimento da alcune? Come si caratterizza il rapporto tra la cooperativa e i soci che producono in modo biologico? Hanno problematiche particolari? Fornite servizi di assistenza specifici?

La cooperativa si è dotata di un Regolamento interno che stabilisce criteri di produzione, ispirati al rispetto delle api e dell’ambiente. Siamo un esempio concreto di filiera completa e l’attenzione e la cura dei prodotti inizia negli apiari. Nei primi anni ’80, seguendo con coerenza la spinta ideale della cooperativa, iniziano le produzioni sane (allora, con la denominazione miele vergine integrale) che sono cresciute fino a rappresentare quasi la metà dei soci e delle produzioni. Siamo i più importanti produttori di miele biologico in Italia e in Europa. Tutti i nostri apicoltori seguono criteri improntati alla massima cura del benessere delle api e alla realizzazione di produzioni pulite. Lo sforzo di attenersi a regolamenti ancora più stringenti, che la realizzazione di prodotti bio impone, è stato considerato un valore prezioso per l’intera cooperativa. A sottolineare ciò, la cooperativa si assume l’onere di pagare i costi delle certificazioni scegliendo enti certificatori che hanno le credenziali per svolgere una efficace attività di controllo dei produttori. Realizzare apiari a conduzione biologica è più complesso ed espone gli apicoltori a maggiori rischi, limitando molto i rimedi a cui poter ricorrere per combattere le malattie che colpiscono le api: ecco perché le produzioni vengono premiate con un prezzo più alto. Negli ultimi anni abbiamo constatato, con soddisfazione, che spesso le colonie di api allevate con sistemi biologici, alla distanza, si mostrano più robuste e più resistenti inducendo molti apicoltori convenzionali ad adottare sistemi di cura bio anche senza certificare il prodotto. Il Regolamento adottato è estremamente stringente anche per i produttori convenzionali, tanto che il miele da questi prodotto è comunque a residuo zero.

Conapi non si limita alla commercializzazione del miele ma produce altri interessanti e innovativi prodotti ottenuti dall’apicoltura quali cera, pappa reale, polline e propoli. Quali sono le problematiche che avete dovuto affrontare nella ricerca e sviluppo di questi prodotti, soprattutto tenendo conto della necessità che fossero bio?

La cooperativa ha lavorato molto per ampliare le offerte di prodotto e molti soci hanno iniziato a diversificare le produzioni, talvolta specializzandosi in raccolti che prevalgono sul miele. Ne sono un esempio il polline, la pappa reale e la propoli che negli ultimi anni sono stati molto apprezzati, aumentando notevolmente i volumi sia di raccolto che di distribuzione. Si tratta di prodotti che, anche se conosciuti dall’antichità, necessitavano di approfondimenti per testarne le proprietà, ma soprattutto per proporli con modalità più in linea con le aspettative di un pubblico attento alla efficacia e alla salubrità, in un mercato in cui le offerte sono notevolmente aumentate.

Siete presenti a FICO. Quali valutazioni vi hanno spinto a partecipare a questo progetto innovativo?

Innanzitutto proprio la sfida verso una nuova avventura, un format del tutto innovativo ed estremamente intrigante. Una perfetta opportunità di contatto diretto con i consumAttori (così definiamo i potenziali fruitori del nostro prodotto) per fare cultura intorno al mondo dell’apicoltura, parlare di ambiente e di futuro della nostra madre terra. La possibilità di condividere il progetto con altri validi operatori del settore produttivo (l’unione fa la forza!) e, non ultimo in ordine di importanza, l’opportunità di comunicare il nostro marchio Mielizia.

Conapi è certificata bio da molti anni. Durante questo lungo periodo di certificazione l’azienda ha sentito l’esigenza di ricevere della formazione e consulenza? Si è avvalsa dell’aiuto di professionisti in grado di aiutarla e di soddisfare le sue esigenze?

La formazione e l’innovazione sono temi che la cooperativa ha sempre sostenuto, attraverso corsi e incontri con i propri soci. Gli enti certificatori e i consulenti che assistono i soci sono scelti dalla cooperativa attraverso una selezione molto accurata: promuoviamo incontri che diventano occasione per formare, informare e favorire lo scambio. Ne è un esempio l’ultimo corso sulle tecniche di apicoltura biologica che abbiamo organizzato a Cosenza lo scorso febbraio.

Crede che le imprese che decidono di entrare nel mercato bio investendo in formazione e consulenza, possano affrontarlo con maggior consapevolezza e garanzia per i consumatori?

Ne sono assolutamente certa. E’ molto importante realizzare meccanismi che, senza complicare i già pesanti adempimenti burocratici previsti per legge, diano garanzia del rispetto delle regole. Sollevare i nostri soci dal peso economico della certificazione ha creato un meccanismo virtuoso per il quale, poiché l’ente certificatore è nostro fiduciario, oltre a certificare il socio deve garantirci che rispetti le regole e che il prodotto finale sia rispondente. Questo è, a mio avviso, un eccellente modo per garantire trasparenza e rispetto delle norme verso tutti i soci e, soprattutto, verso i consumatori.

Il miele è un prodotto prezioso, ma è anche affascinante e interessante il mondo delle api. Se ne fa la conoscenza a scuola, fin da bambini, dove si apprende come nasce il miele e come sono organizzate le api. Sul vostro sito è molto ben illustrato il Mondo di Milli, una realtà ricca di laboratori, schede e giochi, che invita a visitare il Parco delle api e del miele di Monterenzio. Quali feedback avete dalle scuole e dalle famiglie?

Fin dall’inizio della sua attività, la cooperativa ha mantenuto le porte aperte al pubblico e con il progetto Milli oltre 200.000 bambini delle scuole hanno avuto informazioni sulle api e sul miele. L’inaugurazione del Parco delle api e del miele, avvenuta nel 2013, ha ottenuto un successo che ha superato le aspettative: infatti da aprile e settembre lo visitano circa 1000 persone all’anno.

Facebook, Twitter, Pinterest e Instagram: nell’era di Internet e dei social network, in cui i consumatori cercano sempre più le informazioni sul web, come avete pensato di affrontare questo tema? Come avete pensato di attrarre maggiormente le persone che usano l’online? Nella gestione del sito e dei social network avete pensato di farvi affiancare da un’agenzia di comunicazione o gestite la cooperativa in maniera autonoma?

L’era di internet non ci ha colti impreparati, sono attivi da lungo tempo siti che vengono periodicamente rinnovati e aggiornati e abbiamo profili in tutti i social media. La possibilità di fornire informazioni così varie, attingendo notizie e storie dal mondo delle api e dei loro prodotti, suscita un interesse che ha un buon riscontro di pubblico, che ci segue con costanza e con interesse. Ci siamo ovviamente avvalsi della collaborazione di agenzie per l’impostazione e per i periodici rinnovamenti, ma sia i social che i siti sono gestiti internamente.

Torta Crumble ai Mirtilli

La cucina è quel posto dove basta un profumo per ristabilire il legame con il nostro passato..
..per questo, ogni giorno appena torno dal lavoro scappo in cucina a preparare i miei piatti preferiti, che sono semplici, gustosi, sani, perché il buon cibo è prima di tutto felicità! Accompagnami e scoprirai un modo nuovo di cucinare e di mangiare, apprezzerai la bontà del cibo fresco, degli ingredienti di stagione e delle mie ricette facili da realizzare, oltre al valore di una cucina sana. Seguimi e imparerai che in cucina è meraviglioso usare le mani perché aiuta a pensare meglio, allontana lo stress ed è terapeutico, rilassa, diverte e fa bene! E toccare il cibo con le mani ti farà stimolare ciascuno dei cinque sensi, scoprire un mondo nuovo, nuove emozioni e sperimentare un piacere assolutamente unico. Con pochi ingredienti preparerai anche tu piatti raffinatamente semplici, ispirati ai principi della dieta mediterranea o alla tradizione, frutto di una meticolosa selezione di prodotti, produttori e ingredienti di ottima qualità. Ti aspetto in cucina per provare insieme un senso di straordinaria felicità!
Simonetta/La Cuoca Galante

Per l’impasto servono solo farina, burro, zucchero di canna, sale, cannella e un cucchiaino di lievito in polvere.
Per il ripieno occorrono formaggio cremoso, un uovo e qualche cucchiaio colmo di miele e tanta frutta fresca di ottima qualità.

INGREDIENTI

per il crumble:
300 g di farina di farro biologica
100 g di zucchero di canna
150 g di burro
un cucchiaino di cannella in polvere
un cucchiaino di lievito in polvere per dolci
un pizzico di sale fino

per il ripieno:
340 g di formaggio cremoso
un uovo
40 g di miele

PROCEDIMENTO

Preriscaldate il forno a 180° C e imburrate uno stampo a cerniera per crostate da 24 cm di diametro. In una ciotola unite la farina, lo zucchero, il sale, la cannella e il lievito, mescolando con cura con un cucchiaio di legno. Aggiungete il burro freddo a pezzetti e lavorate rapidamente l’impasto con la punta delle dita, fino ad ottenere un composto che si sbriciola. A questo punto con metà dell’impasto rivestite la base e il bordo dello stampo, compattando il crumble con le mani, bucate il fondo con i rebbi di una forchetta e infornate per circa 15 minuti.
Nel frattempo, in una ciotola sbattete l’uovo, incorporate delicatamente il miele e unite il formaggio lavorato a crema. Lavate delicatamente i mirtilli, asciugateli e aggiungeteli alla crema di formaggio e miele, mescolate con un cucchiaio e versate il composto sulla base della torta.
Completate con il crumble rimasto e infornate a 180° per circa 40 minuti o fino a quando la torta non avrà un bel colore dorato. Lasciate raffreddare il dolce per circa un’ora e poi mettete in frigo per un paio d’ore.
Prima di servire la torta crumble ai mirtilli, lasciatela a temperatura ambiente per almeno mezz’ora.

…croccanti briciole di crumble, mirtilli biologici, una delicata crema di formaggio e ottimo miele, questi gli ingredienti di una torta, che ha il dono, di evocare tutto il sapore della dolcezza dell’infanzia.
Questa torta crumble ai mirtilli, semplice e deliziosa, profumata e croccante è un dolce di origine inglese perfetto per la colazione, per la merenda del pomeriggio e, persino, per un pranzo leggero ma nutriente. Il crumble è un tipico dolce al cucchiaio, che in Inghilterra si prepara di solito con le mele, tuttavia, con il susseguirsi delle stagioni, potete divertirvi, a scegliere la vostra frutta preferita, per realizzare, ogni volta, una squisita variante alla ricetta originale, come questa torta crumble ai mirtilli, gustosa e facile da preparare. Una torta saporita e semplice, fatta con materie prime semplici e ingredienti facilmente reperibili e preferibilmente biologici.

L’articolo sul miele biologico è giunto al termine. Se ti sei perso/a le puntate precedenti nellacategoria Storie Bio puoi leggere tutti gli articoli precedenti.