I report sui comportamenti delle persone in ambito di sana alimentazione, ci confermano quanto le famiglie siano sempre più sensibili ed attente. L’attenzione che ripongono in casa, la pongono anche quando mangiano tutti i componenti della famiglia mangia fuori casa e di conseguenza diventa fondamentale anche e soprattutto la mensa dove mangiano i bambini ed i luoghi dove trascorrere le vacanze. In questo articolo vogliamo focalizzarci proprio su questi due punti. Le mense scolastiche e gli agriturismi/bio resort.

Per quanto riguarda le mense scolastiche nasce l’esigenza, da parte delle famiglie, di avere a disposizione una scelta di menù che vada a rispondere alle nuove esigenze delle persone e da parte delle mense di inserire una parte di prodotti biologici all’interno dei menù, per promuovere modelli agroalimentari più sostenibili e garantire ai nostri figli un’alimentazione più sana. A tal proposito   quarantaquattro milioni di euro è quanto mette a disposizione un emendamento del Governo alla manovra economica che istituisce per la prima volta mense scolastiche biologiche certificate. Questo al fine di migliorare l’alimentazione degli studenti e dei bambini dagli asili nido, alle scuole dell’infanzia, dalle scuole primarie alle secondarie di primo e secondo grado. Ovviamente le strutture scolastiche per attivare il servizio di mensa biologica dovranno avere requisiti e specifiche tecniche fissate dal Ministero delle Politiche agricole (Mipaaf) insieme al Ministero dell’Istruzione (Miur).

Vorrei fare emergere, stando al rapporto Bio Bank 2017, la crescita del +12% delle mense, che da 1.116 del 2011 sono passate a 1.250 del 2015 e a 1288 nel 2016; quindi si conferma la crescita. Le regioni leader per numero sono la Lombardia con 241 attività, Veneto con 215 ed Emilia Romagna con 163. Per densità invece abbiamo il Friuli in testa con 72,1, il Trentino con 53,8 ed il Veneto con 43,7. Al nord il numero è decisamente più alto rispetto al resto delle altre regioni, ciò significa che un aumento è visibile, ma molto ancora c’è da fare e le opportunità ci sono sicuramente. Una domanda  però vorrei farmela e farvela, come mai c’è sempre il nord in pole position? Cosa manca alle altre regioni. E’ un problema di cultura? Di informazione? Di paura di cambiare? Burocrazia? Cosa?

Come abbiamo appena detto, oltre alle mense dove i nostri bambini mangiano quotidianamente, la sana alimentazione fuori casa emerge anche durante le vacanze o week-end fuori porta sempre più green. Nel nostro articolo Il biologico e la sua metamorfosi – Dallo specializzato, alla GDo ad Amazon avevamo segnalato come questo nuovo trend venga recepito dalle strutture alberghiere che si trovano a dover cambiare i loro menù per rispettare le esigenze e le scelte alimentari delle persone.

Gli agriturismi biologici rilevati da Bio Bank nel 2016 sono 1504 mentre nel 2015 erano 1527, offerta con una lieve flessione del -2,4%. Dato sicuramente non preoccupante, anzi.  È di fondamentale importanza l’agriturismo con pernotto e con la possibilità di fare più attività è sicuramente di forte spinta e di interesse. Oltre ad attività che coinvolgono sempre di più il cliente, come ad esempio i corsi di cucina per i bambini, gli show cooking, con vendita diretta. Il ristorante non è più un locale solo per gli ospiti, ma è aperto a tutti. La cucina e i prodotti di qualità la fanno da padrona. L’Italia ha talmente tanto da dare in questo settore che deve ass0lutamente essere visto come un’opportunità da cogliere sia da parte delle aziende distributrici sia dalle strutture, per offrire e promuovere a tutto tondo la salute ed il benessere dalla semina del prodotto al piatto servito in tavola.

Le regioni leader per numero sono la Toscana con 277 attività, Emilia Romagna con 191 e Marche con 162. Per densità, invece, in testa c’è l’Umbria con 108,8, le Marche con 104,9 e la Toscana con 74,0. In questo caso notiamo come tutte queste attività si concentrano nel cuore dell’Italia. La domanda che ci siamo fatti è perché il resto d’Italia non coglie questa opportunità. La capacità economica del turismo è molto alta e se facessimo una proiezione con le visite degli stranieri questo potenziale diventa altissimo. Cosa ci ferma? Cosa manca? Mezzi di trasporto, mezzi di comunicazione, burocrazia, organizzazione, cultura, formazione. Eppure siamo certi di quanto la terra abbia da dare. Cosa ne pensate voi?

Vorrei concludere ricordando che dalle vacanze green le persone, che sono anche sempre più attente e responsabili all’ambientale, si aspettano siano ecosostenibili quindi devono rispondere a determinate caratteristiche. In Italia le strutture ricettive turistiche (dagli hotel ai B&B, ai residence o agli ostelli), che adottano misure al fine di ridurre l’impatto delle proprie attività sull’ambiente, sono circa 500. In particolare, l’Emilia-Romagna è la regione dove la loro concentrazione è maggiore: qui si trova oltre il 50% degli alberghi che aderiscono all’etichetta ecologica promossa da Legambiente Turismo.

Per venire classificati come tali e potersi fregiare della certificazione EcoLabel, tutte le strutture devono rispettare, in modo rigoroso, semplici ma fondamentali regole come queste due di base.

Riduzione e riciclo (attraverso la raccolta differenziata) dei rifiuti prodotti. Risparmio idrico ed energetico, grazie all’adozione delle moderne tecnologie disponibili. Ma non basta. Una gestione sostenibile e rispettosa dal punto di vista ecologico deve inoltre attuare la promozione del territorio e dei suoi beni naturalistici e culturali, con menù che valorizzino l’enogastronomia (preferibilmente biologica) tipica del luogo e proposte di itinerari ad hoc, a stretto contatto con il paesaggio circostante. Ultima, ma non per importanza, la capacità da parte degli stessi operatori di coinvolgere i turisti nella sostenibilità e nel rispetto, favorendone comportamenti corretti per renderli altrettanto responsabili.

E’ possibile consultare l’elenco di tutti gli alberghi eco-compatibili presenti in Italia sul sito di legambiente.

Vi anticipiamo che la prossima settimana ci sarà l’intervista all’esperta Paola di Giambattista, Nutritional Cooking Consultant, consulente alimentare che coniuga la scienza alimentare con il gusto e la forma, educando le persone o gli operatori della food industry a riconoscere gli ingredienti di qualità, a fare la spesa, a combinare le materie prime sfruttandole anche per le loro virtù terapeutiche con l’obiettivo di migliorare la qualità di vita attraverso il cibo. Paola ci racconterà la sua esperienza presso il Vivosa Apulia Resort di Ugento – Puglia – e se volete un anticipo della location visitate il sito.